ENZO OTTAVIANI

enzoottaviani@tradizionefuturo.com

Rapporti con associazioni sportive di Marsiliana.
Rapporti con la frazione di Marsiliana.

 

 

Cara Marsiliana,

sono un nativo maremmano a tutti gli effetti: la nonna era di Santa Fiora, il nonno veniva da Montepulciano, mentre i miei genitori si erano incontrati nel 1936 a una sagra di Capalbio. Nel
1953 si trasferirono nel podere dell’Ente Maremma che gli era stata assegnata proprio nella tua campagna. E io sono ancora qui: ho una casa nuova nel borgo, dove vivo con mia moglie Marisa e i miei figli Edoardo, di 22 anni, che porta il nome del nonno, e Ludovica, di 15. Mi conosci perché mi sono dato sempre da fare nei vari comitati, dall’Avis alla Pro Loco. Ma sono soprattutto uno sportivo – consigliere dell’Unione sportiva – e un allenatore: ho tirato su tanti di quei ragazzi in questi anni (compreso il futuro sindaco), e adesso alleno la squadra A5 di calcio femminile, di cui siamo molto fieri.
Il lavoro, mi chiederai. Anche quello non sfugge alla mia passione per il movimento fisico e la vita all’aria aperta. A 22 anni ho preso il brevetto di mare come assistente dei bagnanti, bagnino, insomma. Una bella gavetta in tutti gli stabilimenti balneari della costa, da Capalbio a Talamone. Ho visto tanti cambiamenti in quegli anni, girare tanta economia. Ero a lavorare alla Feniglia quando scoppiò Tangentopoli: da un giorno all’altro gli yatch che affollavano Cala Galera non attraccarono più, era finito il miraggio. È stato dopo quella crisi che mi sono riciclato, devo dire molto bene: le stagioni al mare erano diventate più corte, c’erano meno soldi. Così da sedici anni faccio il bagnino alle Terme di Saturnia, grande risorsa del nostro territorio.
Il mio posto di lavoro è un bell’osservatorio per capire come funziona il turismo da noi, che è e deve essere al centro del nostro sviluppo. Le persone vengono qui per le nostre bellezze, ma siamo sicuri di riuscire a trattenerli più di un weekend, siamo capaci di farli ritornare? E i giovani, li sappiamo attrarre? Non abbiamo voluto giustamente le fabbriche e vogliamo un turismo ecosostenibile, ma forse dovremmo dare qualche servizio e infrastruttura in più. Niente cemento e consumo del territorio, d’accordo, ma strade non dissestate, sentieri puliti, percorsi per le mountain bike; mi allargo: anche campi da tennis, calcetto e piscine negli agriturismi… Beh, ci penseremo con la bella squadra che abbiamo messo insieme.
Adesso ti saluto, riprendo il mio turno.